La borsite trocanterica provoca dolore sulla parte esterna dell'anca, che si accentua quando ti sdrai sul fianco, sali le scale o ti alzi da una sedia bassa. È il segno che la distingue dall'artrosi, che invece fa male camminando e si sente dolore all'inguine. Nella maggior parte dei casi la borsa non è la struttura che duole davvero: l'ecografia mostra che il problema più frequente è il tendine del medio gluteo. Cambia poco per chi ha male, cambia molto per la cura, perché la terapia più efficace non è l'antinfiammatorio ma il carico graduato. Qui trovi come riconoscerla, cosa evitare da subito, quanto dura e quando serve una visita.
Il sintomo che orienta la diagnosi è un dolore puntuale sulla sporgenza ossea laterale dell'anca, il grande trocantere, che scende lungo la faccia esterna della coscia e talvolta arriva al ginocchio. Non lo supera e non provoca formicolii: se compaiono, l'origine va cercata altrove.
I gesti che lo evocano sono sempre gli stessi, e questa ripetibilità vale più della descrizione dell'intensità:
Alla palpazione il punto dolente è grande quanto un pollice e il paziente lo indica quasi sempre con un dito solo. Un dolore diffuso su tutto il gluteo o su tutta la coscia suggerisce un'altra origine.
Il peggioramento notturno non dipende dall'infiammazione che aumenta di notte, ma dalla posizione. Quando ti sdrai sul fianco, il peso del bacino spinge il grande trocantere contro il materasso e comprime i tendini glutei.
Alcuni segni impongono un controllo in tempi brevi, perché cambiano la diagnosi: febbre associata al dolore, arrossamento e calore della cute, un trauma recente con impossibilità di caricare il peso sulla gamba, un peggioramento rapido in pochi giorni, la comparsa in un paziente oncologico o immunodepresso. In assenza di questi elementi, il dolore laterale dell'anca che dura da settimane e segue i gesti descritti sopra non è un segnale di gravità.
Il termine borsite indica l'infiammazione della borsa trocanterica, la sacca di liquido che riduce l'attrito fra osso e tendini. Uno studio su 877 pazienti con dolore trocanterico studiati con ecografia ridimensiona questa lettura: la borsite era presente solo nel 20,2 per cento, mentre il 49,9 per cento aveva una sofferenza del tendine gluteo e il 28,5 per cento un ispessimento della bandelletta ileotibiale (Long, 2013).
Per questo la letteratura ortopedica preferisce parlare di sindrome dolorosa del grande trocantere, che comprende la borsa, i tendini del gluteo medio e minimo e la bandelletta. Borsite trocanterica, trocanterite e borsite all'anca restano i nomi che usano i pazienti e vanno bene: quello che cambia non è la parola, è dove si interviene.
L'ecografia muscolo-tendinea è l'esame di primo livello per questo distretto. Distingue una borsa distesa da un tendine ispessito o fissurato, si esegue in pochi minuti e permette di guidare l'ago quando serve un'infiltrazione. La risonanza magnetica resta indicata nei casi dubbi o quando si sospetta una lesione tendinea estesa. Se il referto parla di tendinosi glutea e non di versamento della borsa, la terapia va impostata sul tendine.
La causa più comune non è un trauma ma un cambiamento nel carico. Il tendine gluteo sopporta bene la trazione e male la compressione: quando l'anca resta a lungo in adduzione, cioè con la coscia che attraversa la linea mediana del corpo, il tendine viene schiacciato contro l'osso a ogni passo.
Il quadro tipico compare dopo un aumento rapido del carico: chilometri di corsa aggiunti in poche settimane, una vacanza a piedi, l'inizio di un corso in palestra, una ripresa sportiva dopo mesi di stop. Non conta il valore assoluto dello sforzo, conta il salto rispetto a quello a cui il tendine era abituato. Nei runner la trocanterite si sovrappone spesso alla sindrome della bandelletta ileotibiale, che condivide meccanica e sede del dolore.
Una differenza di lunghezza fra le gambe, un appoggio del piede che cede verso l'interno o un bacino che si abbassa a ogni passo modificano l'angolo di lavoro dell'anca. Uno studio su 3.026 adulti ha rilevato che la borsite all'anca si associa alla lombalgia e all'artrosi del ginocchio dello stesso lato, mentre l'indice di massa corporea non risultava associato una volta corretti gli altri fattori (Segal, 2007).
Nello stesso studio la prevalenza su un solo lato era del 15 per cento nelle donne e del 6,6 per cento negli uomini. La spiegazione riguarda la larghezza del bacino: un bacino più ampio aumenta l'angolo fra collo del femore e diafisi e porta il tendine a lavorare in maggiore compressione. L'età di insorgenza più frequente è fra i 40 e i 60 anni, in donne sportive e non sportive allo stesso modo.

La diagnosi di borsite all'anca si fa in ambulatorio, con l'esame obiettivo. Gli esami servono a confermare o a escludere, non a fare la diagnosi al posto del medico: le immagini di un'anca asintomatica possono mostrare alterazioni tendinee senza alcun dolore.
Una meta-analisi del 2024 ha misurato quanto ciascun test clinico modifichi la probabilità di avere questa sindrome. Il risultato utile è una sequenza di due manovre: palpazione del tendine gluteo sul trocantere e abduzione dell'anca contro resistenza. In chi riferisce dolore laterale dell'anca, se entrambe sono positive la probabilità sale dal 59 al 96 per cento; se entrambe sono negative scende al 14 per cento (Kinsella, 2024). Due gesti che durano meno di un minuto spostano la diagnosi più di una risonanza.
Il paziente riassume tutto come dolore all'anca, ma la sede e il gesto che lo provoca separano i quadri. Il dolore trocanterico è laterale, si accende sdraiandosi sul fianco e non passa il ginocchio. Quello della coxartrosi è inguinale, aumenta camminando e porta rigidità. Il dolore sciatico scende oltre il ginocchio con formicolii. La sindrome dell'anca a scatto si riconosce dallo scatto udibile durante il movimento. Possono coesistere, ed è il caso in cui la sola diagnosi strumentale porta fuori strada.
Se il dolore sul fianco dura da più di tre settimane, ti sveglia la notte o ti fa evitare le scale, una visita chiarisce quale struttura è coinvolta prima di iniziare qualsiasi terapia. Il Dr. Daniele Caviglia, ortopedico specialista dell'anca a Roma, riceve presso l'Ospedale Israelitico, Ars Biomedica, lo Studio Medico Colombo e l'Aventino Medical Group. Per fissare un appuntamento: +39 340 0600919 oppure segreteria@danielecaviglia.com.
Il trattamento della borsite all'anca è conservativo in quasi tutti i casi, e l'ordine con cui si applicano le terapie conta quanto le terapie stesse: prima si riduce la compressione, poi si costruisce il carico, e solo dopo si valutano le procedure iniettive.
L'obiettivo iniziale è togliere compressione, non immobilizzare. In pratica: dormire con un cuscino fra le ginocchia, non accavallare le gambe da seduti, distribuire il peso su entrambi i piedi, ridurre distanza e pendenza delle camminate senza sospenderle. Il ghiaccio locale per quindici minuti due o tre volte al giorno attenua il dolore acuto. Gli antinfiammatori si usano per un periodo breve e su indicazione medica: riducono il sintomo, non correggono la causa meccanica.
Uno studio randomizzato ha confrontato tre strade su 204 pazienti con tendinopatia glutea: educazione al carico più esercizio, una singola infiltrazione di cortisone, nessun trattamento. A otto settimane il miglioramento riferito dai pazienti era del 77 per cento nel gruppo esercizio, del 58 per cento con l'infiltrazione, del 29 per cento senza trattamento. A un anno l'esercizio restava superiore all'infiltrazione sul miglioramento globale, mentre sull'intensità del dolore i due gruppi non differivano (Mellor, 2018). Due revisioni sistematiche, nel 2024 e nel 2025, lo confermano come trattamento di prima linea.
Il programma lavora sul rinforzo degli abduttori dell'anca in posizioni che evitano l'adduzione, passando dall'isometria al carico dinamico. Non è ginnastica generica: alcuni esercizi diffusi peggiorano il quadro, e sono elencati qui sotto.
Queste procedure hanno una collocazione che dipende dall'orizzonte temporale. Uno studio su 229 pazienti con dolore trocanterico refrattario ha seguito tre gruppi per quindici mesi. A un mese l'infiltrazione di cortisone era la più efficace, con il 75 per cento di successi contro il 13 per cento delle onde d'urto. A quindici mesi il rapporto si era rovesciato: 74 per cento per le onde d'urto e 80 per cento per l'esercizio domiciliare, contro il 48 per cento del cortisone (Rompe, 2009).
Se ne ricava un criterio pratico. Il cortisone compra tempo, non risolve la causa: ha senso quando il dolore impedisce di iniziare la riabilitazione, meno come terapia unica. Quando si usa, l'infiltrazione ecoguidata deposita il farmaco nel punto giusto e risparmia il tendine. Il PRP è una possibilità nei quadri tendinei cronici, con evidenze ancora in costruzione.

Da evitare finché il dolore è presente:
Il criterio da tenere: qualsiasi posizione in cui il ginocchio attraversa la linea mediana del corpo aumenta la compressione sul trocantere.
Camminare fa bene, a condizione che il carico sia tollerato: il riposo assoluto peggiora la capacità del tendine di sopportarlo. La regola pratica è che il dolore durante il cammino può arrivare a un livello moderato, ma la mattina dopo non deve essere aumentato. Se lo è, la dose era eccessiva. Meglio ridurre distanza e pendenza che sospendere. Le scale si affrontano un gradino alla volta. La bicicletta è ben tollerata con il sellino non troppo alto, perché l'anca resta lontana dall'adduzione.
La posizione che riduce il dolore notturno è quella che tiene le cosce parallele. Sul fianco sano serve un cuscino fra le ginocchia abbastanza spesso da impedire che la gamba superiore scivoli in avanti, con un secondo cuscino sotto la caviglia. Sul fianco dolente conviene non dormire finché il dolore è vivo. Funziona anche la posizione supina, con un cuscino sotto le ginocchia. Un materasso molto rigido aumenta la pressione sul trocantere.
Non esiste un tempo valido per tutti, e le durate secche che circolano online non trovano riscontro in letteratura. Molti pazienti migliorano nell'arco di alcune settimane o pochi mesi con un programma di carico corretto, mentre i quadri presenti da oltre sei mesi richiedono tempi più lunghi. Nello studio citato sopra il programma di esercizio durava otto settimane e il miglioramento si manteneva a un anno.
I fattori che allungano il decorso sono identificabili: una diagnosi che ha trascurato il coinvolgimento tendineo, il ritorno troppo rapido all'attività che aveva scatenato il problema, la persistenza delle posizioni compressive giorno e notte, una lombalgia non trattata.
I tempi dipendono da quale struttura è coinvolta e da quanto a lungo lo è stata. Una valutazione clinica con ecografia, quando indicata, dà una previsione basata sul tuo quadro e non su una media. Puoi prenotare una visita ortopedica a Roma scrivendo a segreteria@danielecaviglia.com o telefonando al +39 340 0600919.
Un dolore che resiste a mesi di terapia raramente significa che serve più terapia. Quasi sempre significa che uno dei tre presupposti non regge.
La prima è che la diagnosi era incompleta: si è trattata una borsa quando la struttura sofferente era il tendine, e il tendine risponde al carico graduato, non all'antinfiammatorio. La seconda è che le posizioni compressive non sono state rimosse: si fanno venti minuti di esercizi al giorno e si passano le altre ventitré ore in adduzione, seduti con le gambe accavallate e sdraiati sul fianco. La terza è che il carico è stato ripreso troppo in fretta appena il dolore è calato.
Nei quadri che durano da oltre sei mesi vale la pena rivalutare la diagnosi con ecografia o risonanza, verificando la presenza di una lesione parziale del gluteo medio, che cambia il percorso terapeutico.
La chirurgia riguarda una minoranza di pazienti: quelli in cui il dolore persiste dopo un percorso conservativo condotto correttamente per almeno sei mesi, o in cui l'imaging documenta una lesione tendinea significativa. Le procedure sono artroscopiche o mini-invasive: rimozione della borsa infiammata, allungamento della bandelletta ileotibiale, riparazione del tendine gluteo. La scelta dipende da che cosa mostra l'imaging e da quale gesto il paziente non riesce più a fare, non dalla durata del dolore in sé.
Se hai già fatto fisioterapia, infiltrazioni o cicli di antinfiammatori senza un risultato stabile, un secondo parere serve prima di tutto a rivedere la diagnosi. Il Dr. Daniele Caviglia, specialista in ortopedia e traumatologia con attività chirurgica su anca e ginocchio, valuta la documentazione e indica se il percorso va corretto o se esiste un'indicazione operatoria. Scrivi a segreteria@danielecaviglia.com o chiama il +39 340 0600919.
Evita le posizioni che portano la coscia oltre la linea mediana del corpo: gambe accavallate, stretching della bandelletta con la gamba incrociata, sedili bassi, appoggio su una gamba sola. Da limitare anche corsa in pendenza laterale e affondi laterali finché il dolore è presente.
I tempi variano molto da persona a persona. Molti migliorano in alcune settimane con un programma di carico corretto, i quadri presenti da oltre sei mesi richiedono più tempo. Diagnosi precisa, rimozione delle posizioni compressive e progressione graduale sono i fattori che accorciano il decorso.
Sì, se il carico è tollerato. Il riposo assoluto non aiuta il tendine. La regola pratica: il dolore può salire a livello moderato durante il cammino, ma la mattina dopo non deve essere aumentato. Riduci distanza e pendenza invece di sospendere del tutto.
Raramente, se non si rimuove la causa meccanica. In uno studio randomizzato, senza trattamento solo il 29 per cento dei pazienti riferiva un miglioramento a otto settimane, contro il 77 per cento di chi seguiva un programma di educazione al carico ed esercizio.
Sul fianco sano con un cuscino spesso fra le ginocchia, così la gamba superiore non scivola in avanti, e uno sotto la caviglia. In alternativa in posizione supina con un cuscino sotto le ginocchia. Evita il fianco dolente finché il dolore è vivo.
Di solito perché la struttura trattata non era quella sofferente, oppure perché il carico è stato ripreso troppo in fretta. Nella maggior parte dei casi il tessuto coinvolto è il tendine gluteo, che richiede una progressione di carico e non solo il controllo dell'infiammazione.
I dati citati nell'articolo provengono dagli studi seguenti, consultabili su PubMed.
1. Long SS, Surrey DE, Nazarian LN. Sonography of greater trochanteric pain syndrome and the rarity of primary bursitis. AJR Am J Roentgenol. 2013;201(5):1083-6. PubMed
2. Mellor R, Bennell K, Grimaldi A, et al. Education plus exercise versus corticosteroid injection use versus a wait and see approach on global outcome and pain from gluteal tendinopathy: prospective, single blinded, randomised clinical trial. Br J Sports Med. 2018;52(22):1464-72. PubMed
3. Rompe JD, Segal NA, Cacchio A, et al. Home training, local corticosteroid injection, or radial shock wave therapy for greater trochanter pain syndrome. Am J Sports Med. 2009;37(10):1981-90. PubMed
4. Kinsella R, Semciw AI, Hawke LJ, et al. Diagnostic accuracy of clinical tests for assessing greater trochanteric pain syndrome: a systematic review with meta-analysis. J Orthop Sports Phys Ther. 2024;54(1):26-49. PubMed
5. Segal NA, Felson DT, Torner JC, et al. Greater trochanteric pain syndrome: epidemiology and associated factors. Arch Phys Med Rehabil. 2007;88(8):988-92. PubMed
6. Grimaldi A, Mellor R, Hodges P, et al. Gluteal tendinopathy: a review of mechanisms, assessment and management. Sports Med. 2015;45(8):1107-19. PubMed
7. Kjeldsen T, Hvidt KJ, Bohn MB, et al. Exercise compared to a control condition or other conservative treatment options in patients with greater trochanteric pain syndrome: a systematic review and meta-analysis of randomized controlled trials. Physiotherapy. 2024;123:69-80. PubMed
8. Wang SQ, Guo NY, Liu W, et al. Effect of conservative treatment on greater trochanteric pain syndrome: a systematic review and network meta-analysis of randomized controlled trials. J Orthop Surg Res. 2025;20(1):126. PubMed
Questa pagina ha finalità informativa e non sostituisce la visita medica. Le indicazioni sugli esercizi e sui farmaci vanno adattate al singolo caso da un professionista sanitario.

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