I legamenti sono robusti fasci di tessuto che collegano le ossa tra loro e svolgono un ruolo fondamentale nella stabilizzazione del ginocchio. Nello specifico , il legamento collaterale mediale (MCL) e il legamento collaterale laterale (LCL) sono essenziali per mantenere il corretto movimento e prevenire l’instabilità rotatoria e traslazionale dell’articolazione. Una lesione può variare da un semplice stiramento a una rottura completa, compromettendo seriamente la funzionalità della gamba1.
Nel ginocchio, il legamento collaterale mediale (MCL) è strutturato in una porzione superficiale e una più profonda. La causa principale di queste lesioni deriva principalmente da violente spinte verso l’interno, in particolare durante le attività atletiche3. A tal riguardo, le lesioni mediali possono essere classificate in tre tipi a seconda del fascio coinvolto: il primo tipo comprende il fascio profondo, il secondo il legamento collaterale mediale superficiale e il terzo la capsula articolare e il legamento collaterale mediale profondo.
Il legamento collaterale laterale (LCL) è fondamentale al fine di mantenere stabile il ginocchio; il suo compito principale è quello di collegare il femore al perone e controllare il movimento laterale dell'articolazione. Insieme al legamento collaterale mediale, contribuisce a prevenire l'instabilità rotatoria, in varo-valgo e traslazionale. Tuttavia, è necessario specificare che le lesioni dell'LCL sono meno comuni rispetto ad altri infortuni del ginocchio e molto spesso si verificano insieme ad altri danni articolari2,3.
Le cause principali di queste lesioni includono:
Le lesioni dei legamenti colpiscono frequentemente chi pratica sport che richiedono arresti improvvisi, salti o cambi di direzione, come il calcio, il basket e lo sci3. Esistono diversi fattori di rischio:
I pazienti affetti da una lesione legamentosa riferiscono spesso:
Tuttavia possono essere elencati tre gradi di gravità:
Per tutti questi casi, la diagnosi si avvale dell'esame obiettivo, come il test dello stress in valgo o varo, e viene confermata mediante la Risonanza Magnetica (MRI), che rappresenta la modalità di imaging d'elezione per visualizzare le lesioni più complesse3.

Il trattamento del legamento collaterale mediale e laterale dipende esclusivamente dall’intensità e gravità della lesione stessa. Nel caso in cui si tratti di basso grado, il trattamento può essere conservativo con tutore e protocolli di fisioterapia che mirano al recupero della forza e della stabilità3,4. Al contrario, nei casi più gravi come la presenza di lesioni multi-legamentose, instabilità cronica sintomatica o lussazioni articolari5 è indicata e consigliata la chirurgia di ricostruzione. L'obiettivo, in quest’ultimo caso è quello di ripristinare l'anatomia originaria al fine di prevenire complicazioni a lungo termine come l'osteoartrosi4.
Le lesioni dei legamenti collaterali richiedono un approccio diagnostico e terapeutico tempestivo con l’obiettivo di evitare esiti invalidanti piuttosto che la degenerazione articolare precoce e complicazioni a lungo termine come l'osteoartrosi. Data la complessità delle strutture coinvolte, è estremamente fondamentale rivolgersi a professionisti esperti per una valutazione accurata. Al fine di una diagnosi precisa e un piano di trattamento personalizzato, si consiglia al paziente di richiedere una visita specialistica dal Dott. Caviglia Daniele, esperto nella gestione delle patologie legamentose.
Le lesioni avvengono solitamente a causa di sollecitazioni eccessive con forze in valgo o varo, cambi di direzione improvvisi, decelerazioni repentine o impatti diretti durante l'attività sportiva.
Sì, le persone che subiscono lesioni legamentose hanno un rischio maggiore di sviluppare osteoartrosi nel tempo, anche se l'articolazione viene ricostruita chirurgicamente.
L'instabilità viene valutata clinicamente attraverso test provocativi, come l'anteromedial drawer test o il test di stress in valgo o in varo a diversi gradi di flessione, supportati dai risultati di una Risonanza Magnetica.
I segnali includono un forte schiocco udibile, dolore severo che impedisce di continuare l'attività, gonfiore immediato e una sensazione di instabilità o "cedimento" dell'arto.

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