L'artroprotesi di ginocchio è l’intervento chirurgico a cui si ricorre per sostituire l’articolazione danneggiata con una protesi artificiale. Le componenti protesiche utilizzate ricreano le superfici native articolari del ginocchio per migliorarne la funzionalità e ridurre il dolore.
Gli interventi al ginocchio si avvalgono di tecnologie avanzate, modelli 3D ottenuti tramite TAC o RM, per un posizionamento e allineamento preciso della protesi stessa.
La chirurgia robotica è meno invasiva, riduce i tempi di recupero e il dolore post-operatorio, infatti permette ai pazienti di iniziare subito la riabilitazione e tornare presto alle attività quotidiane.
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Il tempo di guarigione completa dopo un intervento di protesi al ginocchio è di circa 3-4 mesi. Inizialmente, il paziente può camminare con l’ausilio di stampelle per 3-4 settimane. La riabilitazione permette di tornare a una vita normale entro 3 mesi, con la possibilità di riprendere attività sportive leggere.

Il ginocchio è una delle articolazioni più sollecitate e soggette a diverse patologie, come l’artrosi del ginocchio (gonartrosi), artrite reumatoide, artriti infiammatorie, esiti di traumi articolari, malformazioni congenite. Condizioni che possono causare dolore cronico e ostacolare la mobilità.
Quando i trattamenti conservativi non danno alcun risultato, si procede con la protesi del ginocchio.
Nel dettaglio, l’intervento chirurgico per ripristinare le funzionalità del ginocchio risulta efficace in diverse condizioni legate a patologie degenerative, lesioni traumatiche e usura.
L’intervento è indicato nei casi avanzati in cui i trattamenti conservativi (farmaci, fisioterapia, infiltrazioni) non riescono a ridurre il dolore o a ripristinare una funzionalità accettabile. La protesi diventa necessaria quando il dolore persiste anche a riposo e compromette le attività quotidiane.
La chirurgia è riservata ai pazienti con danni articolari gravi e irreversibili, non rispondenti a terapie farmacologiche o infiltrazioni, che compromettono la mobilità e la qualità di vita.
Le lesioni meniscali isolate da sole non richiedono mai una protesi ma un intervento in artroscopia; tuttavia, se accompagnate da una degenerazione articolare avanzata (es. artrosi), l’impianto può essere necessario.
Lesioni croniche mai riparate, nel corso degli anni provocano un instabilità articolare che porta ad una degenerazione artrosica precoce.
Se non trattata in modo adeguato, questa condizione può portare a danni articolari che, nei casi gravi, potrebbero richiedere una protesi per ripristinare la funzionalità.
Per l’instabilità rotulea grave, l’intervento di protesi è molto raro ma possibile in presenza di danni all’articolazione femoro-rotulea ormai irriversibili.
La correzione chirurgica con protesi è indicata nei casi di deformità severe associate a dolore e usura cartilaginea che limitano la mobilità.
Una protesi è necessaria solo in caso di fratture articolari o non perfettamente guarite che provocano un’alterazione funzionale dell’articolazione tramite un’artrosi post-traumatica.
Protesi monocompartimentali: si tratta di protesi che sostituiscono solo la parte danneggiata del ginocchio (compartimento mediale, laterale o femoro-rotuleo), preservando le strutture sane:
Protesi totali: sostituiscono tutti e tre i compartimenti del ginocchio e sono indicate quando il danno è esteso a più compartimenti.
L’intervento prevede la sostituzione di entrambe le superfici articolari del ginocchio. È la procedura più comune. L’intervento dura da una a due ore.
Questo intervento viene eseguito per sostituire un solo compartimento del ginocchio (mediale o laterale o femoro-rotuleo). Viene asportata una quantità minore di tessuto osseo e l’incisione è meno ampia rispetto alla protesi totale.
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Nella sostituzione del ginocchio, le parti principali che vengono sostituite sono:

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