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Il ginocchio ha ceduto e la risonanza dice “rottura del crociato”? Mi occupo di ricostruzione del legamento crociato in artroscopia a Roma, scegliendo l’innesto in base al tuo sport e alla tua età.
La visita serve a stabilire se l’intervento è indicato: non tutte le rotture del crociato richiedono la chirurgia.
Effettuo circa 300 interventi al ginocchio l’anno. Opero all’Ospedale Israelitico, anche in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale, e alla clinica Ars Biomedica, convenzionata con le assicurazioni. Membro SIOT e SIAGASCOT.
Dopo una rottura del crociato le domande sono quasi sempre tre: se operarsi, come si svolge l’intervento e quanto tempo serve per tornare alla vita di prima. Questa pagina risponde nello stesso ordine: le indicazioni all’intervento, la tecnica, il ricovero e il recupero.
Il trattamento del legamento crociato rotto può essere conservativo o chirurgico, a seconda dell’entità della lesione e delle esigenze funzionali del paziente. La ricostruzione è indicata quando il ginocchio è instabile e il paziente ha bisogno di un’articolazione che regga le rotazioni. È il caso di chi pratica sport con cambi di direzione, come calcio, sci o padel, e di chi svolge un lavoro fisico su terreni irregolari. L’indicazione vale anche quando il ginocchio continua a cedere nonostante la fisioterapia, oppure quando alla rottura si associa una lesione del menisco che si può riparare.
Il trattamento conservativo è preferibile quando il ginocchio non cede, le richieste sportive sono moderate o la lesione è parziale e stabile ai test. In questi casi si parte dal rinforzo muscolare e si controlla il ginocchio nel tempo. Come si arriva alla diagnosi è spiegato nell’articolo sulla rottura del crociato: sintomi, test e quando operare.
Quando l’intervento è indicato, conviene non rimandarlo. Secondo la linea guida americana sul crociato, il rischio di nuovi danni a menischi e cartilagine comincia ad aumentare già nei primi tre mesi dal trauma. Un ginocchio stabile protegge menischi e cartilagine, ma non annulla il rischio di artrosi a distanza di anni.
Il legamento rotto viene sostituito con un innesto, cioè con una porzione di un altro tendine prelevato dalla stessa gamba. Eseguo l’intervento in artroscopia. Attraverso due piccole incisioni introduco la telecamera e gli strumenti, poi preparo un tunnel nel femore e uno nella tibia. Vi faccio passare il nuovo legamento e lo fisso con viti o placchette, anche riassorbibili. Se durante l’intervento trovo una lesione del menisco riparabile, la suturo nella stessa seduta, come descrivo nella pagina sull’intervento al menisco.
La scelta dell’innesto: flessori, tendine rotuleo o quadricipitale
Nella mia pratica scelgo tra due innesti: i tendini flessori (gracile e semitendinoso) e il terzo centrale del tendine rotuleo. La scelta dipende dall’età, dallo sport praticato e dall’anatomia del paziente, perché il trapianto giusto non è lo stesso per tutti. I flessori richiedono un’incisione piccola. Il rotuleo è molto più robusto, ma provoca più spesso dolore quando ci si inginocchia e richiede un intervento più invasivo
Prima del ricovero si eseguono gli esami del sangue, l’elettrocardiogramma e la visita anestesiologica. Si opta quasi sempre per un anestesia spinale con blocco nervoso che controlla il dolore nelle prime ore. L’intervento dura circa un ora.
Porta in visita la risonanza: si valuta se l’intervento è indicato, con quale innesto e in quale struttura. Per prenotare chiama il +39 340 0600919 o scrivi a segreteria@danielecaviglia.com.

Il ricovero dura in genere una notte e, in casi selezionati, si torna a casa in giornata. Si cammina già dal giorno dell’intervento con le stampelle, che servono per tre o quattro settimane, e con una ginocchiera. Anche la fisioterapia comincia subito, insieme ai fisioterapisti con cui lavoro, per recuperare l’estensione completa e riattivare il quadricipite.
Il dolore è più intenso nelle prime 48 ore e si controlla con il blocco nervoso, i farmaci e il ghiaccio. Nei giorni successivi diminuisce in modo graduale. È normale che il ginocchio resti gonfio per alcune settimane. Vanno invece segnalati subito la febbre, il gonfiore del polpaccio e un dolore che aumenta anziché ridursi.
Lasciate le stampelle si torna anche a guidare. Il lavoro d’ufficio si riprende in una o due settimane, un lavoro fisico in quattro o sei.
La corsa in linea riprende fra il terzo e il quarto mese. Per gli sport con cambi di direzione servono invece dai nove ai dodici mesi. L’innesto, infatti, deve trasformarsi in un nuovo legamento, e questo processo biologico non si può accelerare. Il via libera arriva dai test, non dal calendario: la forza del quadricipite deve superare il 90% di quella dell’altra gamba e i test di salto devono essere superati. Lo conferma uno studio su atleti operati al crociato: ogni mese di attesa in più, fino al nono, ha ridotto del 51% il rischio di una nuova lesione.
Il programma di riabilitazione del crociato anteriore include esercizi per ripristinare il range di movimento del ginocchio (ROM), potenziare i muscoli stabilizzatori dell’articolazione e migliorare la funzionalità articolare.

Come ogni intervento, anche la ricostruzione del crociato ha dei rischi, che è corretto conoscere prima di decidere. I più frequenti sono la rigidità del ginocchio, che compare soprattutto quando la riabilitazione non viene seguita, e il dolore nella parte anteriore, più comune dopo il prelievo dal tendine rotuleo. Infezione e trombosi sono rare e si prevengono con l’antibiotico e con l’anticoagulante.
Il rischio più rilevante nel tempo è una nuova rottura. L’innesto si rompe nel 3-4% dei casi, ma fra i ragazzi sotto i 25 anni che tornano agli sport di contatto quasi uno su quattro subisce una nuova lesione, allo stesso ginocchio o all’altro.
Il referto, da solo, non basta per scegliere fra terapia conservativa e ricostruzione. Prenota la prima visita al +39 340 0600919.
Opero a Roma in due strutture. All’Ospedale Israelitico, dove sono dirigente medico dal dicembre 2021, gli interventi si eseguono anche in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale. Alla clinica Ars Biomedica si opera in regime privato oppure con le assicurazioni convenzionate, fra cui Previmedical, FASI, Allianz, Generali, RBM Salute e Blue Assistance.
In entrambe le strutture la visita e l’intervento sono eseguiti da me. Cambiano invece i tempi di attesa. Con il Servizio Sanitario dipendono dalla lista della struttura, mentre in regime privato o assicurativo l’intervento si programma in pochi giorni.
Il costo dipende dal regime. In convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale, all’Ospedale Israelitico, il ricovero e l’intervento sono a carico del Servizio Sanitario. Con una polizza sanitaria, alla clinica Ars Biomedica viene tutto coperto dalla compagnia assicurativa. In regime privato il preventivo comprende sala operatoria, anestesista, innesto e mezzi di fissaggio, degenza e prima fase di riabilitazione.
Sono il dottor Daniele Caviglia, chirurgo ortopedico a Roma. Mi sono laureato con lode alla Sapienza e specializzato con lode in ortopedia al Policlinico Gemelli. In seguito mi sono perfezionato all’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna. Eseguo circa 500 interventi l’anno fra anca e ginocchio, dei quali circa 300 al ginocchio: protesi, artroscopie del menisco e ricostruzioni del crociato. Sono membro della SIOT e della SIAGASCOT.
Come ortopedico sportivo a Roma seguo atleti amatoriali e agonisti. Le esperienze di chi ho operato sono raccolte nelle testimonianze dei pazienti. Prima delle tecniche, però, viene l’ascolto: non tutti hanno bisogno di un intervento.
Dipende dal regime. Con il Servizio Sanitario Nazionale, all’Ospedale Israelitico, ricovero e intervento sono a carico del Servizio Sanitario; con l’assicurazione, alla clinica Ars Biomedica, restano a tuo carico franchigia e scoperto. In regime privato ricevi dopo la visita un preventivo che comprende sala operatoria, anestesista, innesto, degenza e prima riabilitazione.
In genere una notte; in casi selezionati si torna a casa il giorno stesso, in base alla struttura, all’anestesia e alle procedure associate. Si cammina con le stampelle dal primo giorno.
Si cammina con le stampelle già dal giorno dell’intervento, con la protezione di una ginocchiera. Dopo tre o quattro settimane si cammina in autonomia e si torna a guidare. I tempi si allungano di qualche settimana quando viene suturato anche il menisco, perché la sutura va protetta.
Circa un ora, in artroscopia. In questo tempo rientrano il prelievo del tendine, la preparazione dei tunnel nell’osso e il fissaggio dell’innesto. La durata aumenta se occorre trattare anche il menisco.
Il dolore è presente soprattutto nelle prime 48 ore ed è controllato dal blocco nervoso eseguito in sala, dai farmaci e dal ghiaccio. Nei giorni successivi diminuisce in modo graduale. Dopo il prelievo dal tendine rotuleo può restare un fastidio quando ci si inginocchia.
La corsa in linea riprende dal terzo o quarto mese. Per gli sport con cambi di direzione servono dai nove ai dodici mesi e i test di forza superati. Una nuova lesione è possibile: fra gli under 25 che tornano agli sport di contatto riguarda quasi un atleta su quattro.
Per fissare la prima visita chiama il +39 340 0600919 o scrivi a segreteria@danielecaviglia.com. Ricevo all’Ospedale Israelitico (via Fulda 14), alla clinica Ars Biomedica (via Luigi Bodio 58), allo Studio Medico Colombo (via Tiberio Imperatore 19) e all’Aventino Medical Group (via Sant’Alberto Magno 5).

La ricostruzione del legamento crociato anteriore è un intervento chirurgico complesso che richiede competenza e esperienza. Prenota ora una consulenza traumatologica con il Dr. Caviglia, mirata all’identificazione della migliore opzione di trattamento e alla risoluzione delle problematiche con un veloce ritorno alla pratica sportiva.
Dr. Daniele Caviglia Ortopedico Roma
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