Le lesioni a carico del muscolo quadricipitale e del relativo tendine sono più comuni in ambito sportivo tra gli atleti e più in generale tra i soggetti che praticano attività fisica. La maggior parte delle lesioni del tendine quadricipitale può essere diagnosticata mediante un’anamnesi e un esame fisico accurato, e le opzioni di trattamento chirurgico generalmente presentano un buon tasso di successo e soddisfazione tra i pazienti.
In questo articolo snoccioleremo le varie tipologie di lesioni che è possibile riscontrare a carico del tendine del muscolo quadricipite, uno dei muscoli più importanti del nostro corpo.
Il muscolo quadricipite appartiene al gruppo muscolare anteriore della coscia (assieme al muscolo sartorio) ed è costituito da quattro capi:
Questi 4 capi muscolari si fondono in un tendine comune che in realtà è costituito da diverse lamine tendinee sovrapposte. Il tendine viene definito tendine quadricipitale e si inserisce sulla base della rotula. La porzione del tendine che si estende inferiormente alla rotula viene definito tendine rotuleo e si inserisce a sua volta sulla tuberosità tibiale.
L'innervazione del muscolo quadricipite proviene dal nervo femorale, che origina dalle radici nervose dalla seconda alla quarta vertebra lombare (da L2 a L4).

Il quadricipite femorale è un muscolo cruciale per il mantenimento della posizione eretta e per la deambulazione ed è un muscolo bi-articolare, in quanto permette il movimento di due articolazioni: dell’anca e il ginocchio.
L'azione combinata e sinergica dei muscoli quadricipitali permette l’estensione della gamba sulla coscia. Il retto femorale permette inoltre la flessione della coscia sul bacino ed esercita un’azione di stabilizzazione del bacino durante la fase iniziale della camminata. I vasti laterali e mediali esercitano un’azione contrastante sulla rotula, mentre il vasto intermedio contribuisce a stabilizzarla sulla linea mediana durante l'estensione del ginocchio.
La maggior parte dell’attivazione muscolare del quadricipite si verifica nelle fasi iniziali del ciclo del passo. Il quadricipite esercita un ruolo nella decelerazione e nella stabilità della gamba e del bacino durante la fase di atterraggio di un salto, durante un cambio di direzione (movimenti di taglio) o durante la corsa in discesa.
Muscoli antagonisti del quadricipite sono i muscoli posteriore della coscia, che lavorano al fine di flettere la gamba sulla coscia. Sbilanci tra i due gruppi muscolari pongono l’articolazione del ginocchio in uno stato di maggiore stress.
Prima di passare alle lesioni del tendine quadricipitale è doveroso tenere a mente che un’ampia categoria delle lesioni del muscolo quadricipite sono lesioni muscolari, ovvero a carico delle fibre contrattili del quadricipite. Prime fra tutte troviamo le lesioni a carico del muscolo retto femorale, che è più predisposto alle lesioni per motivi anatomici e biomeccanici.
Le contusioni e gli stiramenti del muscolo quadricipite sono lesioni sportive comuni, soprattutto negli sport ad alto contatto fisico come il rugby o il calcio. Gli stiramenti del muscolo quadricipite sono molto comuni nell’atletica, nei velocisti, o nella corsa in discesa, e l’affaticamento muscolare sembra essere uno dei fattori predisponenti più significativi.
Le tendinopatie o la rottura del tendine del quadricipite sono meno comuni rispetto alle lesioni muscolari e si verificano più spesso negli adulti con età superiore ai 50 anni. L’età e l’invecchiamento sono un fattore di rischio rilevante per la tendinopatia del quadricipite e per la rottura del tendine rotuleo e del tendine quadricipitale. Queste lesioni possono però verificarsi anche in atleti più giovani, soprattutto durante un atterraggio di un salto o a seguito di un cambio di direzione improvviso ad alta velocità.
Numerose malattie e farmaci possono aumentare il rischio di rottura del tendine quadricipite a qualsiasi età, tra cui il diabete, l'obesità, le malattie metaboliche dell'osso, l'insufficienza renale cronica, l'abuso di steroidi anabolizzanti, i glucocorticoidi.
La tendinopatia del quadricipite è meno comune rispetto alla tendinopatia patellare, ma si sviluppa anch'essa nell'arco di settimane o mesi a causa di un uso eccessivo e ripetuto e soprattutto in mancanza di un tempo adeguato al recupero del tendine. È spesso causata dalla corsa sulle lunghe distanze, soprattutto se con tratti in salita e discesa.
Nei casi lievi l’andatura del paziente di solito è normale, e il dolore a livello del polo superiore della rotula viene evocato specialmente durante il salto o cambi di direzione repentini. Nei casi moderati o gravi, l'andatura può essere antalgica, con riduzione nella mobilità del ginocchio, e spesso il paziente non è in grado di sostenere completamente il proprio peso corporeo sulla gamba coinvolta.
L’interessamento infiammatorio può portare a calcificazioni fino a lacerazione parziale o completa del tendine, soprattutto in caso di trattamento inadeguato.
Le lacerazioni e le rotture complete del tendine sono fenomeni acuti e si verificano più spesso a livello del tendine rotuleo rispetto al tendine quadricipitale, anche se possono essere compresenti in caso di forti contrazioni del quadricipite con rottura dei tendini, generalmente in contesti sportivi agonistici.
In contesti non sportivi lacerazioni e rotture possono conseguire a cadute posteriori mentre i piedi sono bloccati o fissati al suolo, a causa dell’enorme forza eccentrica esercitata dal peso corporeo sul tendine del quadricipite. Questo fenomeno è più frequente negli anziani.
Sia la lacerazione che la rottura completa determinano l’insorgenza di un dolore acuto a livello del ginocchio, ma con la differenza che le rotture sono invalidanti. In caso di rottura completa del tendine, il paziente può avvertire un improvviso "pop" o una sensazione di strappo in corrispondenza della rotula, seguito immediatamente da gonfiore e difficoltà a sopportare il peso corporeo. Le rotture del tendine possono determinare anche delle fratture da avulsione a livello della rotula.
In caso di rottura del tendine quadricipitale, l’area è dolorabile alla palpazione ed il paziente non riesce ad estendere la gamba o a sollevarla contro gravità in posizione distesa.

In anamnesi è fondamentale raccogliere elementi sul meccanismo di lesione, sui sintomi lamentati dal paziente e sulla sua storia clinica. L’esame obiettivo può essere significativo per aree dolorabili, ematomi da versamenti ematici, andature antalgiche, impossibilità di estensione o dolore evocato dall’opporre una resistenza ai movimenti di estensione della gamba.
Un esame di primo livello è l’ecografia che è in grado di evidenziare lesioni muscolari o strappi o lacerazioni più o meno complete a carico dei tendini. Essa può evidenziare esiti di tendinopatia cronica, raccolte ematiche, calcificazioni, presenza e caratteristiche di lesioni muscolari e tendinee.
Le radiografie possono essere utili per escludere fratture. La risonanza magnetica (RM) rimane l’esame più accurato per fare una diagnosi certa evidenziando la lesione tendinea.
Il trattamento chirurgico è sempre indicato per le rotture complete del tendine quadricipitale e per le rotture parziali ma funzionali. Negli altri casi le lesioni dei muscoli e dei tendini del quadricipite sono generalmente trattate in modo conservativo.
Il trattamento iniziale varia in base al tipo di lesione del muscolo e/o del tendine quadricipitale ma generalmente comprende riposo, applicazione di ghiaccio, compressione ed elevazione dell’arto coinvolto. Possono essere somministrati farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) o può essere eseguita la crioterapia al fine di ridurre maggiormente il dolore.

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