La sindrome della bandelletta ileotibiale è una patologia causata dall’infiammazione di un tendine, detto banda ileotibiale, localizzato a livello della faccia esterna della coscia. Il tendine si porta dalla parte superiore dell'osso pelvico fino al ginocchio, e può irritarsi in seguito allo sfregamento con le ossa dell’anca o del bacino. Si ritiene che la bandelletta contribuisca all'estensione del ginocchio quando il ginocchio è vicino all'estensione terminale e alla flessione del ginocchio quando il ginocchio è flesso oltre i 30 gradi. Oltre a questo, essa dà un contributo anche alla stabilità laterale del ginocchio.
Questa sindrome è considerata una lesione da sovraccarico non traumatica, viene spesso riscontrata nei corridori, e frequentemente è concomitante ad una debolezza costituzionale dei muscoli abduttori dell'anca.
Il rischio di sindrome della bandelletta ileotibiale è più elevato nei giovani che praticano attività fisica di frequente. In particolare, i corridori sono tra le categorie di atleti più colpiti, così come tutti i praticanti gli sport di fondo (ad esempio i ciclisti). Altri elementi che possono predisporre allo sviluppo di questa patologia sono squilibri nello sviluppo muscolare a livello dell’anca e anomalie morfologiche degli arti inferiori (ad esempio pazienti con lunghezza differente delle gambe).
Alcuni fattori di rischio correlati al tipo di attività fisica sono:

I tassi complessivi di questa patologia variano dal 2 al 25% nei soggetti fisicamente attivi, e la sindrome non è stata segnalata in coloro che non svolgono attività fisica. Questa sindrome rappresenta la seconda causa più comune di dolore al ginocchio dovuto all'uso eccessivo dell’articolazione, dopo la disfunzione femoro-rotulea.
La sindrome è una delle lesioni più comuni nei corridori, con un'incidenza stimata tra il 5% e il 14%. Si pensa che la patologia colpisca più frequentemente le donne rispetto agli uomini in virtù della differente anatomia a livello pelvico, ma non sono disponibili dati epidemiologici sufficienti a validare questa affermazione in modo sicuro.
La banda ileotibiale subisce un danno quando è troppo tesa e sfrega contro le ossa, infiammandosi in risposta all’insulto meccanico. L’eccessiva tensione della bandelletta può essere causata da:
I motivi per cui una bandelletta ileotibiale tesa potrebbe sfregare contro le strutture ossee sono innumerevoli, di seguito alcuni esempi:
Il quadro che caratterizza questa patologia è composto dai seguenti segni e sintomi:
All'inizio, il dolore insorge dopo l'esercizio fisico, ma con l'aggravarsi della sindrome esso insorge già durante l’esercizio e infine, quando il quadro è grave, può essere presente anche a riposo. Il dolore tipicamente peggiora con lo sforzo e migliora con il riposo e lo scarico dell’arto.
Nei corridori, la presentazione può variare in base al livello sportivo. I corridori principianti possono sviluppare sintomi entro poche settimane dall'inizio dell’allenamento e presentarli subito dopo. Nei corridori esperti, il dolore può essere presente per settimane, mesi o addirittura anni a un livello più lieve o a intermittenza, ma spesso questi soggetti non si rivolgono a un medico finché il dolore non diventa limitante.
La diagnosi di questa condizione è principalmente ottenuta grazie all’anamnesi e all’esame obiettivo. Il medico pone diverse domande al paziente, esplorando la natura e le caratteristiche del dolore per poi procedere con alcuni test fisici.
Il test caratteristico è detto prova di Noble e Ober. Il test si compone di due diverse fasi:
Risulta molto importante esaminare anche la mobilità della caviglia, il grado di flessione e abduzione della coscia e la valutazione dell’andatura durante la corsa.
La diagnosi della sindrome della banda ileotibiale può richiedere anche esami di diagnostica strumentale, anche se il ricorso a tali indagini è raro nella pratica clinica. Le possibilità sono le seguenti:
La diagnosi differenziale comprende il dolore femorale, le lesioni meniscali laterali, la lesione del bicipite femorale laterale vicino alla sua inserzione, la tendinopatia del popliteo e la lesione del legamento collaterale laterale.
Nella maggioranza dei casi, la sindrome della bandelletta ileotibiale viene gestita a domicilio e sono rari i contesti in cui è necessario ricoverare il paziente.
Per il trattamento della patologia sono importanti:
Qualora il trattamento non dovesse essere sufficiente e i sintomi dovessero persistere, esistono ulteriori opzioni per la gestione di un quadro più complesso:

La sindrome della bandelletta ileotibiale è una patologia da sovrautilizzo; non ci sono indicazioni assolute per un consulto chirurgico urgente o emergente. Il trattamento conservativo dovrebbe essere tentato per molti mesi prima di considerare l'intervento chirurgico.
Le indicazioni all'intervento chirurgico includono:

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