La coxartrosi, conosciuta come “artrosi dell’anca”, rientra tra le forme di artrosi più comuni ed importanti in assoluto. Come per tutti i casi di artrosi, parliamo di una condizione degenerativa che interessa il mondo delle articolazioni.
L’usura della cartilagine provoca l’infiammazione dell’anca, rendendo movimenti semplici ed immediati come piegarsi e salire le scale, improvvisamente difficili e dolorosi. L’osso perde la sua struttura ammortizzante, e non riesce più a compiere movimenti fluidi. La cartilagine che si usura è quella che riveste la testa del femore e il fondo dell’acetabolo. Lo sfregamento tra femore e acetabolo, provoca poi dolore e fastidio, rendendo difficili i movimenti e le azioni quotidiane. L’artrosi dell’anca è patologia degenerative destinata a peggiorare nel corso del tempo.
Esistono diversi fattori di rischio che portano allo sviluppo di una coxartrosi. In generale, i fattori tendono ad essere divisi in due gruppi:
Si distinguono due tipologie fondamentali di coxartrosi:

I sintomi tipici della coxartrosi riguardano soprattutto il dolore durante il movimento, come in tutti i casi di artrosi.
I pazienti tendono ad avvertire un dolore tipico all’altezza dell’inguine, che si irradia fino all’interno coscia arrivando in alcuni casi al ginocchio. Questo dolore è spesso associato ad una sensazione di rigidità e di blocco dell’articolazione.
All’inizio, il dolore si avverte solo nella fase di carico, quando l’anca deve supportare il movimento attivo del soggetto. Con l’avanzare della patologia, il dolore può essere avvertito anche a riposo, persino quando ci si stende a letto per dormire.
Altri sintomi, generalmente associati all’artrosi dell’anca, sono i seguenti:
Bisogna ricordare, che spesso nei giovani si possono verificare episodi di osteonecrosi conducenti allo sviluppo precoce della coxartrosi.
L’osteonecrosi è dovuta principalmente a terapie con corticosteroidi o all'abuso di alcool, che da sole ricoprono il 70% delle cause. Altri fattori possono essere l'embolismo, le coagulopatie, le emoglobinopatie e le malattie da decompressione.
È quindi fondamentale, indagare con cura i sintomi, così da capire esattamente qual è la causa scatenante.
Il trattamento e la cura della coxartrosi variano in relazione allo stadio di avanzamento della patologia. Secondo le linee guida internazionali, rappresentate dalla classificazione di Tonnis, la coxartrosi si può dividere in tre diversi stadi:
Quando si arriva agli stadi più avanzati, l’unica soluzione possibile è un intervento di sostituzione articolare tramite un impianto di protesi dell’anca. Siccome la cartilagine è deteriorata in modo irreparabile, non è possibile intervenire ulteriormente. Nelle fasi iniziali invece, si può cercare di alleviare il dolore e rallentare l’avanzare dell’artrosi con una specifica terapia farmacologica/infiltrativa - concordata con l’ortopedico - ed un apposito percorso fisioterapico.
I farmaci associati alla fisioterapia, permettono di rinforzare i muscoli che supportano l’articolazione dell’anca, portando benefici significativi contro il dolore e contro l’avanzare dell’artrosi stessa. Le infiltrazioni di acido ialuronico sono un ottimo rimedio per le coxartrosi lievi, poiché permetto di lubrificare l’articolazione e rendere i movimenti più fluidi. L’attrito tra le superfici ossee si riduce, e di conseguenza diminuisce anche il dolore. Trattandosi però di una patologia degenerativa, la cartilagine è comunque destinata a ridursi sempre di più nel corso del tempo, a prescindere dai trattamenti. L’assunzione di farmaci ed i percorsi fisioterapici riescono esclusivamente a rimandare l’avanzare della patologia e alleviare il dolore.


Prenota subito una visita con il Dr. Caviglia per effettuare tutte le analisi e i trattamenti necessari.
Scrivi su WhatsApp
