L’intervento di protesi d’anca è il trattamento a cui si ricorre per trattare la degenerazione artrosica avanzata dell’articolazione coxofemorale o gli esiti di eventi traumatici dell’anca.
Si opta per l’intervento di protesi quando il dolore impedisce lo svolgimento delle attività quotidiane, la mobilità viene ridotta e i trattamenti conservativi non sono più efficaci.
L’intervento ha come obiettivo eliminare il dolore, recuperare la massima mobilità articolare, migliorare la qualità di vita del paziente.
Nel tempo, i materiali delle protesi si sono progressivamente evoluti, raggiungendo un livello di tecnologia molto elevato rendendo più duraturi e sicuri gli impianti nel tempo.
Vediamo, dunque, quando è il caso di ricorrere alla protesi dell’anca, cosa prevede l'intervento, quali sono le tecniche e quali e tappe principali del decorso post-operatorio.
Si ricorre all’intervento con protesi quando l’anca è affetta da patologie degenerative come l’artrosi, una frattura (rottura dell’osso) o altre condizioni, al punto di non poter più svolgere alcune attività quotidiane, come vestirsi, piegarsi, camminare, salire e scendere le scale, a causa del dolore e della rigidità.
Il dolore all’anca in molti casi persiste durante il riposo, sia di giorno sia di notte. La rigidità limita la capacità di muovere o sollevare la gamba. Il sollievo dal dolore con gli antinfiammatori, la terapia fisica e i supporti per la deambulazione, a un certo punto diventano inefficaci.
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Questo tipo di intervento è indicato in diverse condizioni, tra cui:
Quando tutte le opzioni conservative, come i cambiamenti allo stile di vita, l’ausilio di supporti per la deambulazione, i farmaci, sono state messe al vaglio senza successo, si può prendere in considerazione l’intervento.
La chirurgia protesica dell’anca è un intervento che prevede la sostituzione dell’articolazione danneggiata con una protesi artificiale. Grazie alla sostituzione dell’anca è possibile alleviare il dolore, tornare al movimento normale, e a svolgere le normali attività quotidiane.
In una protesi totale dell'anca (detta anche artroplastica totale dell’anca), la parte di osso e la cartilagine usurata vengono rimosse e sostituite con componenti protesiche.

Sono diverse le conseguenze che possono alterare la vita e le abitudini in modo incisivo:
La scelta del tipo di intervento dipende dalle condizioni del paziente, dall’età, dallo stile di vita e dalle necessità funzionali.
La valutazione del chirurgo ortopedico si compone di diversi elementi:
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La chirurgia robotica rappresenta una delle innovazioni più importanti nel campo della chirurgia protesica dell’anca, che consente ai chirurghi di eseguire interventi con una precisione superiore rispetto alle tecniche tradizionali. Tra i vantaggi della chirurgia robotica:
In alcune circostanze, dopo un’attenta valutazione delle condizioni cliniche del paziente, si può ricorrere all’intervento mini invasivo dell’anca, che riduce il trauma chirurgico e accelera il recupero post-operatorio.
L’intervento mini invasivo di protesi dell’anca, in particolare quello per via anteriore, consente di ridurre al minimo le incisioni, preservare i muscoli circostanti e i tessuti peri-articolari:
L’intervento mini invasivo è indicato in questi casi:

Prima dell’intervento, è fondamentale una preparazione accurata che include esami diagnostici come radiografie e risonanze magnetiche per valutare lo stato dei tessuti molli. Questo permette di pianificare l’intervento in modo personalizzato.
Anche la riabilitazione è fondamentale per il successo dell’intervento. Un programma di riabilitazione ben strutturato aiuta a migliorare alcune condizioni:
Innovazioni tecnologiche e materiali protesici
Le nuove tecnologie e i materiali avanzati stanno rivoluzionando il campo delle protesi d’anca. L’utilizzo di steli mini-invasivi e materiali resistenti all’usura garantisce una maggiore durata dell’impianto e un miglioramento importante dei risultati post-chirurgici.

L’intervento di protesi d'anca è consigliato quando il dolore e la limitazione funzionale causati dall’artrosi o da altre patologie dell’anca diventano insopportabili e le terapie conservative non sono più efficaci.
Prima di optare per la chirurgia, si possono considerare trattamenti conservativi come fisioterapia, farmaci antinfiammatori e infiltrazioni. Tuttavia, quando l’artrosi è in uno stadio avanzato, la protesi diventa l’unica soluzione efficace.
Non esiste un’età specifica per l’intervento; anche i pazienti giovani possono essere candidati se presentano patologie che compromettono la funzionalità dell’anca.
Le complicanze possono includere infezioni, trombosi venosa profonda e lussazione della protesi. Tuttavia, queste sono rare e in genere gestibili con cure adeguate.
La riabilitazione post-operatoria è fondamentale per il recupero completo e può durare diverse settimane. Inizia subito dopo l’intervento e continua con esercizi specifici per migliorare la mobilità e la forza muscolare.
Una protesi d’anca ha una durata media di 20-25 anni, a seconda dei materiali utilizzati e dello stile di vita del paziente.
L’intervento può essere eseguito con anestesia generale o regionale (spinale o epidurale), a seconda delle condizioni del paziente e dei protocolli dell'equipe medica.
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