La sindrome dell'anca a scatto (SHS), nota anche come Snapping Hip Syndrome, è una condizione clinica caratterizzata dalla percezione di uno schiocco (snap o clock) udibile o palpabile durante i movimenti dell'articolazione dell'anca2. Sebbene la SHS possa essere asintomatica e interessare circa il 10% della popolazione generale, è classificata come sindrome vera e propria quando il dolore diventa il sintomo primario2,3.
La condizione è generalmente più comune nelle donne, ma può manifestarsi in soggetti di entrambi i generi e di tutte le età2. È prevalente in situazioni che richiedono la flessione ripetitiva dell'anca, come i ballerini1,2 e in individui con displasia congenita dell'anca o sindrome da ipermobilità congenita.2
L'anca è un'articolazione sferica (o ball-and-socket) formata dall’estremità arrotondata del femore (testa del femore) che si articola con l'acetabolo, una cavità a forma di coppa situata nel bacino1,2.
Questa configurazione garantisce all'anca un'elevata stabilità, supportata dalla profondità dell'acetabolo, dalla presenza del labbro acetabolare (un anello di fibrocartilagine che aumenta la congruenza articolare e crea un sigillo) e dal rinforzo fornito dalla capsula e dai legamenti. L'articolazione è progettata per sostenere e distribuire il peso corporeo, agendo da collegamento tra lo scheletro assiale e gli arti inferiori. Le superfici articolari sono rivestite da cartilagine ialina, essenziale per l'ammortizzazione, la distribuzione del carico e lo scorrimento1,2.
L'evento dello scatto si verifica quando un tendine (il tessuto connettivo che unisce il muscolo all'osso) o un muscolo stesso scivola o si muove sopra una protuberanza ossea nell'anca1,2. Esistono tre principali tipologie di anca a scatto: esterna, interna e intra-articolare2.
L'anca a scatto esterna si presenta come la forma più comune1.
Lo scatto laterale è causato dallo scivolamento di strutture tendinee o muscolari sulla protuberanza ossea superiore ed esterna del femore, nota come grande trocantere. In questo caso, le strutture tipicamente coinvolte sono1,2:
Questa condizione può derivare dalla rigidità e retrazione (accorciamento) della bandelletta ileotibiale o del grande gluteo2.
I sintomi includono un dolore acuto e improvviso localizzato all'esterno dell'anca. Lo schiocco si manifesta tipicamente durante la flessione e l'estensione dell'anca, per esempio correndo, salendo le scale, o sollevando un oggetto pesante2. Il dolore è generalmente graduale, ma peggiora con l'attività fisica, poiché lo scatto ripetuto provoca infiammazione del tendine1,2. L'anca a scatto esterna si verifica spesso in concomitanza con la borsite trocanterica (infiammazione della borsa sierosa che ammortizza il movimento) o la Sindrome della bandelletta ileotibiale.1,2
L'anca a scatto interna è percepita nella parte anteriore o mediale dell’anca, in profondità a livello dell'inguine2,3.
Lo scatto, in questo caso, si verifica quando un tendine, che prima è stirato, scatta repentinamente superando una prominenza ossea2.
Le cause più comuni di anca a scatto interna includono1,2:
I pazienti avvertono lo scatto durante attività come la corsa, l'atto di alzarsi da una posizione seduta, o quando estendono l’anca (spostando la coscia all’indietro) da una flessione di 90°. Il dolore, improvviso e profondo nell'inguine, si sviluppa gradualmente, peggiorando con l'attività fisica a causa dell'infiammazione tendinea continua. Lo scatto interno è spesso associato alla borsite dell’ileopsoas2.
La corretta diagnosi inizia con un'accurata anamnesi e un esame fisico condotto dal medico o dallo specialista ortopedico.1,2 L'obiettivo principale è individuare la causa esatta dello scatto e distinguerla dal dolore all'anca derivante da problemi intra-articolari (come le lesioni del labbro acetabolare, dove il dolore è spesso profondo nell'inguine1 o da altre patologie1.
Il medico chiederà al paziente di eseguire movimenti specifici (come flettere ed estendere l'anca) per tentare di riprodurre lo scatto, che potrà essere udito o palpato mentre il tendine si muove sulla sporgenza ossea1,2.
I principali test a cui il paziente è sottoposto riguardano:6
Il trattamento iniziale per la SHS è quasi sempre conservativo e prevede un periodo di riposo, la riduzione delle attività e l'applicazione di ghiaccio. Tuttavia, possono essere utilizzati farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) per alleviare il dolore e il disagio1.
Se i sintomi non migliorano con questa tipologia di rimedi, è necessario consultare un ortopedico. Il medico può prescrivere un programma di fisioterapia incentrato su esercizi di stretching e di rinforzo mirati alla muscolatura dell'anca1.
Il trattamento fisioterapico mira a correggere lo squilibrio muscolare2:
In caso di infiammazione significativa (borsite), lo specialista ortopedico può raccomandare l'iniezione di corticosteroidi nella borsa per ridurne il dolore e il gonfiore1.
L'intervento chirurgico è un’opzione rara, riservata ai pazienti in cui la SHS dolorosa non risponde alla gestione non chirurgica1. I principi chirurgici si basano sull'allungamento delle strutture tendinee che generano lo scatto3.
Il chirurgo ortopedico valuterà la procedura più appropriata in base alla causa1:
Il chirurgo ortopedico discuterà attentamente con il paziente la migliore strategia operativa per le esigenze individuali1.
La sindrome dell'anca a scatto, nelle sue manifestazioni esterne e interne, pur essendo spesso asintomatica, può evolvere in una condizione dolorosa impedendo le normali attività quotidiane e sportive. L'identificazione accurata della struttura tendinea o articolare coinvolta (come la bandelletta ileotibiale, l'ileopsoas, o una lesione del labbro acetabolare) è fondamentale per impostare un trattamento efficace.
Solitamente l'approccio terapeutico iniziale è conservativo, basato sul riposo, sulla modifica delle attività, sull'uso di FANS e sulla fisioterapia mirata per correggere gli squilibri muscolari, rafforzando i muscoli deboli come il piriforme e il gluteo medio. Nel caso in cui, al contrario, il dolore persista o si sviluppi una borsite, lo specialista ortopedico può ricorrere a un'iniezione di corticosteroidi.
Tuttavia, se i sintomi persistono nonostante le cure conservative, è indispensabile consultare un medico ortopedico per una diagnosi differenziale precisa, escludendo altre patologie gravi (come tumori o sinoviti) e definire il percorso di trattamento più appropriato.
Il Dott. Daniele Caviglia è laureato in medicina e specializzato in ortopedia e traumatologia. La sua area di interesse e di competenza riguarda principalmente le patologie dell'anca e del ginocchio e grazie all'utilizzo delle tecniche chirurgiche più moderne può offrire ai pazienti le migliori opzioni terapeutiche e il più rapido recupero possibile.
Referenze

Dr. Daniele Caviglia
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