Con il termine “pubalgia” si indica comunemente un dolore intenso nella zona inguinale, molto frequente tra gli sportivi, in particolare se si praticano scatti, cambi di direzione o torsioni. Il nome più corretto è tendinopatia degli adduttori, il cui sintomo principale è proprio un dolore al pube.
Anche se è un disturbo piuttosto diffuso tra chi fa sport, la diagnosi può non essere immediata. Per questo è importante rivolgersi a uno specialista ortopedico, così da ottenere una valutazione precisa e iniziare un trattamento personalizzato ed efficace il prima possibile.1
La pubalgia è una infiammazione dei muscoli e dei tendini che si inseriscono sulla sinfisi pubica; in particolare, si tratta dei muscoli del retto addominale e degli adduttori della coscia che si inseriscono sull'osso pubico.È quindi un’area anatomica molto complessa e, quando stressata da sollecitazioni intense e ripetute, può svilupparsi uno stato infiammatorio che, in termini più tecnici, si definisce tendinopatia degli adduttori. 1,2
La pubalgia è caratterizzata dalla presenza di un dolore al pube sordo, profondo. Il paziente percepisce ilfastidio principalmente a livello dell’inguine, ma il dolore può estendersi anche all’interno coscia o al perineo. La pubalgia ha un esordio subdolo poiché, nelle fasi iniziali, il dolore al pube si manifesta soprattutto durante o dopo l’attività fisica, mentre sembra passare con il riposo. Questa variabilità del sintomo doloroso porta molti pazienti a sottovalutare il problema della pubalgia, rimandando la visita medica specialistica e quindi l’avvio del trattamento più adeguato. Il rischio è che il dolore, nel tempo, diventi persistente con conseguente limitazione nei movimenti della vita quotidiana, anche i più semplici come salire le scale o alzarsi dalla sedia. 1,4,5
Dal momento che la pubalgia è un problema frequente e che il relativo dolore è localizzato in un punto ben preciso, la diagnosi dovrebbe essere semplice; in realtà, non sempre viene effettuata tempestivamente. Ecco perché è opportuno rivolgersi ad uno specialista in ortopedia che, attraverso una visita medica accurata e la valutazione di esami strumentali, saprà diagnosticare correttamente la tendinopatia degli adduttori.1,4,5
La diagnosi di pubalgia prevede come primo step la raccolta della storia clinica del paziente e dei sintomi percepiti (es. intensità, durata, frequenza del dolore al pube). Segue poi l'esame fisico dove il medico specialista procede con la palpazione della zona inguinale (sopra l'osso pubico) per testare la sensibilità del paziente al dolore. In base alla risposta a questa prima valutazione, l’ortopedico può procedere anche con test più mirati, come il sit-up contro resistenza o lo squeeze test (stringere un oggetto tra le ginocchia), sempre per stimolare il dolore al pube, stabilendone così l’origine.1,4,5
Per identificare la causa del dolore e accertare eventuali lesioni a muscoli e tendini l’esame strumentale più significativo è la risonanza magnetica (MRI).1,4,5
Un percorso diagnostico specialistico e approfondito è essenziale anche per procedere con una diagnosi differenziale, che consenta quindi di escludere altre condizioni sottostanti la manifestazione dolorosa. Ad esempio, a differenza di un'ernia inguinale, la pubalgia atletica non causa un rigonfiamento visibile nella zona dell’inguine, che può però manifestarsi in un secondo momento se la pubalgia non viene gestita correttamente. 1,4-6
Per i pazienti con pubalgia è importante sapere che ci sono diverse strategie da mettere in campo per risolvere questo problema. La gestione della pubalgia può essere di tipo conservativo, che comprende una serie di interventi farmacologici e riabilitativi; oppure, se questa prima strada non fosse efficace, lo specialista ortopedico valuterà la necessità di ricorrere alla chirurgia.
Una delle prime cose che può consigliare il medico è l’uso di antinfiammatori non steroidei (i famosi FANS), utili per ridurre sia il dolore che l’infiammazione, condizioni caratteristiche della pubalgia.
La fisioterapia personalizzata è sempre al centro del trattamento non chirurgico. Non parliamo solo di massaggi o stretching, ma di un allenamento attivo e graduale, disegnato in base al singolo caso specifico. L’obiettivo è rinforzare i muscoli dell’addome, gli adduttori e quelli che stabilizzano bacino e anca. Con il giusto programma, questi esercizi aiutano a ridurre il dolore e a prevenire le ricadute.
Un ultimo aiuto, semplice ma efficace è rappresentato dai pantaloncini compressivi. Indossarli durante l’attività fisica può dare sollievo e migliorare la stabilità del bacino, riducendo lo stress su muscoli e articolazioni.2,4,7
La chirurgia per la pubalgia viene valutata in casi rarissimi solo se le terapie conservative non funzionano. Capire per tempo che il trattamento non è efficace è fondamentale per evitare lunghi stop, soprattutto negli sportivi. Sarà il chirurgo ortopedico, dopo un’attenta visita, a scegliere la procedura più adatta: può trattarsi di un intervento tradizionale con un’incisione ampia, oppure di una tecnica endoscopica, meno invasiva, che usa piccole incisioni e una telecamera per operare con precisione.1,7,8
Si opta generalmente per la tenotomia dell’adduttore lungo. Una tecnicavolta a ridurre la tensione sul tendine stesso.
Può essere completa se implica il distacco totale del tendine dell'AL dall'inserzione pubica oppure parziale selettiva dell’AL se il taglio è a livello superficiale a circa 2-4 cm dall'origine del tendine.
Di solito, quando si ricorre all’intervento chirurgico per trattare la pubalgia, non ci sono grosse complicazioni. I rischi maggiori sono infezioni superficiali, lividi sotto pelle (ematomi), o in rari casi, piccole calcificazioni in punti specifici.
La maggior parte delle persone torna a fare sport senza problemi, seguendo le indicazioni dell’ortopedico e rispettando i tempi di recupero. Da sottolineare nuovamente che la riabilitazione fa davvero la differenza. In linea di massima, si può tornare gradualmente all’attività fisica tra la sesta e la dodicesima settimana dopo l’operazione, ma ogni paziente ha i suoi tempi.1,2
La pubalgia non è un problema da sottovalutare ed un'accurata valutazione specialistica, una diagnosi precisa e un trattamento personalizzato sono passaggi essenziali per la sua risoluzione e per ottenere un pieno recupero funzionale, nonché il ritorno all'attività sportiva.
È quindi sempre consigliabile consultare un medico ortopedico, in caso si sospetti una possibile pubalgia.
In tal senso il Dr Daniele Caviglia, specialista su Roma, è a disposizione per valutare il quadro clinico e identificare il percorso più adeguato a ogni paziente. L’area di interesse e di competenza del Dr. Caviglia riguarda principalmente le patologie dell'anca e del ginocchio, e si occupa di interventi di artroscopia, protesi d'anca e ginocchio.
Nella sezione contatti puoi scrivere al Dr. Caviglia per prendere un appuntamento.
Bibliografia

Dr. Daniele Caviglia
Scrivi su WhatsApp
