La borsite dell’anca è una condizione caratterizzata da un’infiammazione a livello della piccola sacca dal contenuto gelatinoso presente nell’articolazione dell’anca. La sua funzione è quella di ridurre lo sfregamento tra ossa e tessuti molli, facilitando il movimento dell’ articolazione.
In particolare, l’anca può essere soggetta a sviluppare borsite, una condizione che provoca dolore e può limitare il movimento dei pazienti. Fortunatamente esistono diversi rimedi e trattamenti efficaci per poterla gestire al meglio.1
La borsite dell’anca, o borsite trocanterica, è una condizione infiammatoria che si sviluppa in corrispondenza di una piccola sacca (borsa) contenente un “liquido gelatinoso” che agevola il movimento dei muscoli e dei tendini dell'anca. Nello specifico, tale borsa è collocata sopra i muscoli glutei e sotto la fascia ileo-tibiale. Proprio per questa particolare posizione, la borsa è spesso sottoposta a sollecitazioni ripetute ed è quindi più soggetta a sviluppare un’infiammazione chesi traduce in una sensazione di dolore nel paziente .2,3
La borsite dell’anca è un disturbo comune e riguarda circa il 15% delle donne e l'8% degli uomini. Le donne sopra i 50 anni sono generalmente più soggette a svilupparla.2
Sono diverse le cause legate alla borsite trocanterica, ma in alcuni casi il motivo che scatena l’infiammazione resta difficile da identificare con precisione.
Tra i possibili fattori che contribuiscono allo sviluppo della borsite dell’anca troviamo:1,2
Il sintomo principale della borsite trocanterica è il dolore in corrispondenza dell’anca e alla parte esterna della coscia. Generalmente, il dolore insorge come acuto e intenso, mentre nel tempo può diventare più sordo e diffuso. Sebbene in molti casi, il dolore possa essere gestito all’esordio con l’utilizzo di antinfiammatori da banco, una volta terminato l’effetto di questi farmaci la sintomatologia dolorosa si ripresenta.2
In genere, il dolore peggiora di notte se si dorme sul lato interessato oppure quando si riprende il movimento dopo essere stati fermi a lungo. Il dolore può intensificarsi anche a seguito di alcuni movimenti come salire le scale o tenere una posizione accovacciata.1
Per diagnosticare la borsite dell'anca, il primo passaggio è la visita da uno specialista in ortopedia. Si parte con un esame fisico: viene verificata la presenza di dolore nell’area laterale dell'anca, in particolare con la palpazione del grande trocantere; si richiede poi al paziente di compire alcuni movimenti, come sollevare la gamba o eseguire una rotazione dell’anca interessata, per valutare la reazione al dolore.1,2
Oltre a questa valutazione fisica, possono essere indicati accertamenti strumentali come radiografie e risonanza magnetica.1,2
Nel caso in cui il medico sospetti anche la presenza di un'infezione a livello dell'articolazione, può essere richiesto un esame del sangue per valutare alcuni parametri, ad esempio la velocità di eritrosedimentazione e la proteina C-reattiva.2
In generale, una diagnosi precisa e tempestiva è fondamentale per poter identificare i rimedi per la borsite dell’anca più adeguati a contenere il rischio di aggravamento dell’infiammazione e il suo impatto sul paziente.4
La gestione della borsite dell’anca è possibile attraverso diverse opzioni, che prevedono o meno la chirurgia. Vediamo di seguito i principali.
Nei casi in cui l'infiammazione e il dolore siano persistenti e i trattamenti non chirurgici non risultino essere particolarmente efficaci, il medico potrebbe indirizzare il paziente alla rimozione chirurgica della borsa, attraverso un intervento tradizionale oppure meno invasivo. Sarà il chirurgo ortopedico a valutare l’approccio più adeguato in base alle caratteristiche del paziente, alla severità della borsite dell’anca e al quadro clinico generale.1,2
Una tecnica oggi particolarmente diffusa è la rimozione artroscopica della borsa. Si tratta di un intervento meno invasivo che prevede due piccole incisioni sopra (6 mm circa) e l’utilizzo di uno specifico strumento, l’artroscopio, dotato di una telecamera che permette al chirurgo di vedere all’interno dell’articolazione e procedere quindi con la rimozione della borsa.Con questo approccio si ha in genere un recupero più rapido e meno doloroso.
Sia la chirurgia tradizionale che l’artroscopia non compromettono la funzionalità dell'anca e possono essere eseguite anche in regime di day hospital.1,2
Dopo la chirurgia, è fondamentale attuare un programma di riabilitazione per rafforzare non solo l’articolazione dell’anca, ma tutta ma muscolatura del corpo.
Il percorso riabilitativo può comprendere i seguenti step:2,3
A questo si aggiunge anche un’attività fisica moderata e controllata che preveda in particolare una camminata con intensità progressiva e sessioni quotidiane di stretching.3
Dal momento che sono molti i fattori coinvolti nello sviluppo della borsite trocanterica, non sempre è possibile evitare che tale condizione si presenti. Tuttavia, si possono tenere in considerazione alcuni accorgimenti per ridurre quanto più possibile il rischio di infiammazione a livello della borsa dell’anca.1
La borsite dell’ancava diagnosticata correttamente per trovare il rimedio più opportuno per poter gestire l’infiammazione e controllare il dolore. Affidarsi ad uno specialista ortopedico è fondamentale per identificare l’approccio migliore rispetto alle esigenze del paziente.
Il Dott. Daniele Caviglia è laureato in medicina e specializzato in ortopedia e traumatologia con il massimo dei voti. La sua area di interesse e di competenza riguarda principalmente le patologie dell'anca e del ginocchio, occupandosi di interventi di artroscopia, protesi d'anca e ginocchio. Grazie all'utilizzo delle tecniche chirurgiche più moderne può offrire ai pazienti le migliori opzioni terapeutiche e il più rapido recupero possibile.

Dr. Daniele Caviglia
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