La terapia protesica d’anca rappresenta tutt’oggi la soluzione per un gran numero di pazienti con una lunga storia di sofferenza e limitazione funzionale. Con il passare degli anni, tuttavia, la tecnica chirurgica si è affinata ricercando approcci più rapidi e sicuri, con un minore impatto sui pazienti e un decorso post-operatorio più agevole.
In quest’ottica, la via d’accesso anteriore all’articolazione coxofemorale (l’anca) consente un accesso meno cruento e più rispettoso della normale anatomia articolare.
Si inizia l’intervento con un’incisione anteriore di una decina di cm, arrivando poi a raggiungere l’epifisi femorale e l’acetabolo; Questa via è adeguata sia ad interventi più complessi che a sostituzioni protesiche parziali o procedure mininvasive.
L’obbiettivo delle tecniche chirurgiche innovative rimane quello di garantire la massima preservazione della funzionalità articolare e la minore sofferenza postoperatoria possibile. Inoltre, con l’aumento del numero di pazienti più giovani che vengono sottoposti alla procedura di artro-protesizzazione d’anca, un accento viene posto anche sul risultato estetico dell’operazione.
L’approccio anteriore prevede inoltre una minore lesività contro i tessuti molli circostanti l’articolazione, traducendosi in un ridotto dolore postoperatorio e in una più rapida ripresa dell’assoluta autonomia funzionale. Questo è possibile perché l’approccio in oggetto non prevede la sezione dei tessuti per arrivare alla presentazione della struttura articolare, bensì i tessuti vengono spostati di lato, anziché tagliati, e momentaneamente fissati per la durata dell’intervento. Questo offre una serie di vantaggi di seguito illustrati.
Vantaggi:
Svantaggi:
Nell’ottica di ridurre l’impatto estetico dell’intervento è stata sviluppata una variante della via anteriore, la via bikini, che si compone degli stessi step ma permette di ottenere un migliore risultato estetico al termine della procedura. I vantaggi sono gli stessi ed è preferita in quel gruppo di pazienti dove la discretezza della cicatrice chirurgica risulta una priorità.

Dr. Daniele Caviglia
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