La tendinopatia rotulea, spesso definita "ginocchio del saltatore" (jumper's knee), rappresenta una comune lesione da sovraccarico funzionale del tendine che congiunge la rotula (o patella) alla tibia2,3. Questa condizione è particolarmente diffusa negli atleti che praticano sport che richiedono salti frequenti e ripetuti, come la pallavolo e il basket.2,3
L'elemento distintivo di questa patologia è il dolore localizzato al polo inferiore della rotula. Tale fastidio è tipicamente correlato al carico (load-related) e peggiora all'aumentare della richiesta funzionale sui muscoli estensori del ginocchio, in particolare durante le attività che prevedono l'immagazzinamento e il rilascio di energia da parte del tendine rotuleo1.
I tendini sono robusti cordoni di tessuto fibroso che collegano i muscoli alle ossa. Il tendine rotuleo, in particolare, unisce la parte inferiore della rotula alla parte superiore della tibia. Agendo in sinergia con il muscolo quadricipite e il suo tendine quadricipitale, il tendine rotuleo consente l'estensione del ginocchio2.
La tendinite rotulea è generalmente dovuta da un uso eccessivo (overuse)3. La sollecitazione ripetuta e cronica sul tendine rotuleo provoca la formazione di microscopiche lacerazioni, ovvero piccoli strappi. Se al tendine non viene concesso il tempo necessario per il recupero, questo stress continuo può indebolirlo. Il tentativo del corpo di riparare il danno può portare a un ispessimento del tendine stesso3.
Sebbene la causa principale sia legata al sovraccarico, la comparsa della tendinite rotulea è spesso multifattoriale e può essere spiegata dai seguenti motivi3:
1. Attività fisica: corsa e salto sono le attività più frequentemente correlate. Quando l’allenamento supera le 20 ore settimanali in sport ad alto impatto, il rischio aumenta in modo considerevole. Inoltre, improvvisi sbalzi nell'intensità o nella frequenza dell'attività possono aumentare lo stress tendineo3.
2. Fattori muscolari e biomeccanici:
◦ Muscoli della coscia rigidi: muscoli quadricipiti (anteriori) e ischiocrurali (posteriori) rigidi possono aumentare la tensione sul tendine rotuleo.
◦ Squilibrio muscolare: quando alcuni muscoli della gamba sono significativamente più forti di altri, lo squilibrio può generare una trazione disomogenea, causando tendinite.3
3. Fattori di rischio Individuali: gli uomini sono più inclini a sviluppare tendinite rotulea.
4. Malattie croniche: le condizioni mediche che riducono l'apporto di sangue al ginocchio tendono a indebolire il tendine. Alcuni esempi comuni includono: insufficienza renale cronica, malattie metaboliche (come il diabete mellito), ipercolesterolemia, malattie infiammatorie (come il lupus eritematoso sistemico o l'artrite reumatoide) e varie infezioni2,3.
5. Uso di Steroidi: le iniezioni di corticosteroidi nel tendine rotuleo o nelle sue vicinanze sono generalmente evitate dai medici, poiché sono state associate ad un più marcato indebolimento del tendine e ad una maggiore probabilità di rottura completa(strappo completo)2.
Il dolore è il sintomo iniziale e si presenta comunemente tra la rotula e il punto di attacco del tendine alla tibia.
Nella fase iniziale , il dolore si manifesta solo durante l'attività – ad esempio nel salto-, o nei primissimi istanti di un esercizio, talvolta comparendo subito dopo un allenamento intenso. Con il passare del tempo, se non trattato, il dolore tende a peggiorare, finendo per ostacolare la pratica sportiva. Nelle fasi più avanzate, la sintomatologia dolorosa può compromettere anche i movimenti quotidiani, come alzarsi da una sedia o salire le scale.
È indispensabile astenersi da allenamenti o da qualsiasi sforzo intenso, poiché tale attività può aggravare le lacerazioni e, in rari casi, condurre alla rottura completa del tendine.
La diagnosi di tendinopatia rotulea rimane prevalentemente clinica. Questo comporta che la quota più consistente degli esami effettuati sia costituita da valutazioni cliniche e strumentali.
Infatti, nel corso dell’ esame, il professionista sanitario eserciterà una leggera pressione su specifiche aree del ginocchio al fine di localizzare il punto di maggiore dolore, che si trova generalmente nella parte anteriore del ginocchio, appena sotto la rotula4. Tuttavia, risulta indispensabile procedere attraverso una diagnosi approfondita per identificare la tendinopatia e i fattori che contribuiscono alla sua insorgenza1.
A tal proposito, gli esami strumentali, seppur non sempre indispensabili per la diagnosi di tendinite rotulea, possono essere richiesti per escludere altre patologie ossee (diagnosi differenziale) e/o per valutare l'entità del danno1,4:
• Raggi X (Radiografie): servono per escludere problemi ossei. Possono evidenziare lo spostamento della rotula in caso di rottura completa del tendine1,2.
• Ecografia (Ultrasound): impiega onde sonore per creare immagini che possono mostrare lacerazioni nel tendine rotuleo1,2.
• Risonanza Magnetica (MRI): è in grado di generare immagini dettagliate dei tessuti molli e rileva anche piccole alterazioni nel tendine rotuleo1,2.
Il percorso terapeutico per la tendinopatia rotulea mira a recuperare la capacità del tendine di sostenere il carico, a rinforzare l’intera struttura muscoloscheletrica e a rimettere a posto la catena cinetica, con un occhio di riguardo ai fattori biomeccanici che ne alimentano il rischio4. L’intervento chirurgico, è necessario solo in rari casi.
Il trattamento prende avvio quasi inevitabilmente con la riduzione di tutte le attività che possono provocare dolore. Come primo passo si può ricorrere all’assunzione di Fans ( farmaci da banco) come: l'ibuprofene o il naprossene sodico, i quali possono offrire un sollievo a breve termine (sia in forma orale che, talvolta, in gel/crema topica per minori effetti collaterali) un’alternativa praticabile è l’applicazione di ghiaccio sull’area dolorante per lenire il dolore 4.
Un altro aspetto da tenere in considerazione, e senza dubbio molto efficace, è la fisioterapia.1,3 Esercizi mirati e di rafforzamento aiutano ad aumentare la forza e limitare il dolore. Di seguito sono descritte alcune tecniche utilizzate per il trattamento della tendinite rotulea, quali:
• Esercizi di rafforzamento: poiché i muscoli della coscia deboli sollecitano il tendine, gli esercizi mirati ad aumentare gradualmente il carico sul tendine sono fondamentali per costruire forza. Gli esercizi di tipo eccentrico, i quali prevedono l'abbassamento lento del muscolo al ritorno alla posizione iniziale, sono consigliati per rafforzare i quadricipiti e gestire lo stress sul tendine4.
• Esercizi di allungamento: praticare regolarmente lo stretching sui quadricipiti e su altri gruppi muscolari favorisce l’allungamento e la flessibilità di muscoli e tendini4.
• Bendaggio o taping: queste pratiche possono aiutare a ridurre la pressione sul tendine rotuleo, mitigando il dolore4.
Ciononostante, nel caso in cui le terapie iniziali non dovessero risultare sufficienti, possono essere considerate altre opzioni, come:
• Iniezioni di corticosteroidi: spesso sono in grado di alleviare il dolore se iniettate nella guaina tendinea (spesso sotto guida ecografica), ma devono essere usate con cautela a causa del rischio di indebolimento tendineo4.
• Plasma ricco di piastrine (PRP): iniezioni sperimentali utilizzate per affrontare problemi cronici, con l’obiettivo che possano favorire la guarigione tendinea4 (studi ancora in corso).
La gestione della tendinite rotulea richiede pazienza e un approccio riabilitativo progressivo, che può essere lento e talvolta frustrante.
Alla luce dell’intricato iter della diagnosi differenziale – dove è fondamentale scartare sia patologie della rotula che eventuali microrotture del tendine – e della necessità di impostare un piano di carico su misura, qualora il dolore continui a lamentarsi o i segni peggiorino, è raccomandata una visita ortopedica specialistica.
A tal proposito, per un'analisi più approfondita e un piano di trattamento puntuale, consigliamo di consultare il Dott. Caviglia Daniele, specialista in ortopedia e traumatologia. La sua area di interesse e di competenza riguarda principalmente le patologie dell'anca e del ginocchio e grazie all'utilizzo delle tecniche chirurgiche più moderne può offrire ai pazienti le migliori opzioni terapeutiche e il più rapido recupero possibile.
Referenze

Dr. Daniele Caviglia
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