Le lesioni muscolari del retto femorale sono infortuni comuni soprattutto in coloro che praticano sport che richiedono ad esempio scatti ripetuti, accelerazioni improvvise o movimenti con brusche contrazioni. Il retto femorale ha la caratteristica di essere un muscolo biarticolare, che lo rende particolarmente sensibile a stress e sollecitazioni importanti. 1,2
Le lesioni del retto femorale vanno attenzionate non solo negli atleti professionisti, ma anche negli sportivi dilettanti, per evitare conseguenze significative a livello di funzionalità muscolare e motoria. Una diagnosi e un trattamento specialistici sono fondamentali per intervenire correttamente e arrivare ad un recupero completo con ritorno all'attività sportiva, evitando recidive frequenti e complicanze come le calcificazioni intramuscolari o la degenerazione tendinea cronica.1,2
Il muscolo retto femorale si trova nella parte anteriore della coscia e, a differenza degli altri tre muscoli del quadricipite, agisce sia sull’anca che sul ginocchio. È l’unico del suo gruppo a svolgere questa doppia funzione. Quando saliamo le scale, corriamo o tiriamo un calcio al pallone, è proprio lui a entrare in azione: ci aiuta a flettere l’anca e contemporaneamente estendere il ginocchio.
La sua struttura è piuttosto complessa, con due punti di origine: la porzione "diretta" ancorata alla spina iliaca antero-inferiore (AIIS) e la porzione "riflessa" inserita sul bordo dell’acetabolo. I due capi si fondono in un unico muscolo lungo, potente, ma allo stesso tempo delicato.
Questo muscolo è infatti formato in gran parte da fibre di tipo II, dette anche fibre rapide. Sono ideali per scatti e movimenti esplosivi, ma si affaticano in fretta e si strappano con più facilità. Un’altra peculiarità è la sua architettura interna: uno strato superficiale a forma di ventaglio (unipennato) e uno più profondo (bipennato), simile a un secondo muscolo all’interno del primo. Questo assetto lo rende predisposto a lesioni complesse, come il degloving intramuscolare, ovvero la separazione tra le due parti interne. 3
Al di là delle particolarità anatomiche, vi sono alcuni fattori di rischio che possono predisporre più facilmente alla lesione del muscolo retto femorale: 1,4
Le lesioni del muscolo retto femorale possono essere classificate secondo la gravità e la localizzazione anatomica:3
Una classificazione più specifica distingue invece le seguenti tipologie di lesioni: 2
La tempestiva individuazione della lesione del muscolo retto femorale è possibile grazie ad una corretta valutazione medica specialistica con un ortopedico. Per quanto riguarda i sintomi, il paziente lamenta dolore localizzato all'interno della coscia superiore oppure al terzo prossimale della gamba, e possono essere presenti gonfiore, ematoma e difficoltà nella flessione dell'anca oppure nell'estensione del ginocchio. 1,5
Oltre all’esame obiettivo, l’esito della risonanza magnetica è uno strumento indispensabile per:
L'ecografia muscolo-tendinea ha una certa utilità in fase acuta per delle valutazioni dinamiche, ma presenta alcuni limiti nell’identificazione delle parti più profonde del muscolo.
In alcuni casi, l’ortopedico può richiedere l’esecuzione di test funzionali isocinetici o dinamometrici per quantificare la forza residua e successivamente per valutare come procede la riabilitazione.1,5
La terapia di prima linea per la maggior parte delle lesioni muscolari lievi e moderate di solito segue un protocollo specifico che non prevede alcuna chirurgia. In generale, nella prima settimana dall'infortunio è consigliato riposare e applicare ghiaccio sulla zona colpita e tenerla elevata (protocollo RICE: riposo, ghiaccio, compressione, elevazione).
Durante la fase subacuta che si protrae per 2 o 4 settimane circa vengono eseguiti gli esercizi di mobilità insieme agli stretching attivo-assistito sotto la soglia del dolore.
Nella successiva fase funzionale di 4 settimane, si procede con un allenamento per rafforzare i muscoli e migliorare l'equilibrio corporeo.
La fase avanzata, che può durare anche oltre le 5 settimane, prevede un ritorno graduale all’attività sportiva attraverso esercizi specificamente mirati. 4
Il successo del trattamento conservativo dipende da una progressione graduale nell’intensità e nel tipo di movimento, questo per evitare il sovraccarico e rispettare i tempi biologici di guarigione del tessuto muscolare e tendineo.
Si puo valutare la necessità di procedere con un intervento chirurgico se il paziente presenta lesioni particolarmente severe, come le avulsioni complete del tendine prossimale o le lesioni intramuscolari gravi con dissociazione anatomica.
Una procedura chirurgica che risulti essere efficiente prevede la rimozione della parte danneggiata del tendine e la sutura del muscolo direttamente alla porzione residua, per evitare eccessive tensioni. Negli atleti professionisti si ottengono ottimi risultati considerando che possono tornare alla piena attività sportiva un circa 15-16 settimane. 6
Tecniche mininvasive (ad esempio con l’utilizzo di un artroscopio) rappresentano una modalità molto interessante soprattutto nell’ottica di ridurre i tempi di recupero.
Il tempo di recupero dipende dalla gravità della lesione del muscolo del retto femorale. Ad esempio, per lesioni di grado lieve (contratture e stiramenti) occorrono, in media, 2-3 settimane; per lesioni miotendinee moderate o gravi si ipotizza un tempo di circa 6-8 settimane; mentre per le avulsioni trattate chirurgicamente sono necessari anche 3 mesi.
Un’attenzione particolare va posta al rischio di recidiva soprattutto nei soggetti che ricominciano a praticare sport in un tempo troppo breve, senza aver recuperato appieno la forza muscolare e in alcuni casi senza aver completato l’intero programma riabilitativo. 2
La lesione del muscolo retto femorale è un problema gestibile a condizione che si effettui una diagnosi accurata da parte di uno specialista in ortopedia e che si proceda con il trattamento più idoneo al fine di ottenere un recupero completo e ottimale, prevenendo anche le recidive. Per questo motivo è fondamentale rivolgersi ad un ortopedico che abbia competenze in questo ambito specifico.
Il Dr. Daniele Caviglia è un chirurgo ortopedico che opera su Roma ed è specializzato anche nella gestione delle lesioni muscolari, oltre ad avere esperienza nel trattamento dei disturbi dell’anca e del ginocchio. Nella sezione contatti, potrai fissare un appuntamento con il Dr Caviglia, il quale saprà valutare la tua personale situazione impostando il percorso terapeutico più adatto alle tue esigenze.
Bibliografia

Dr. Daniele Caviglia
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