La condizione che, nella lingua di tutti i giorni, definiamo “strappo muscolare” è più propriamente detta lesione muscolare che si verifica quando le fibre del muscolo vengono allungate oltre il loro limite fino a una rottura. Questo danno muscolare è tipico in chi pratica sport che ad esempio prevedono movimenti repentini come gli sprint. In seguito al trauma muscolare, dolore e gonfiore rappresentano i primi sintomi che il paziente avverte. È importante tenere presente che non tutte le lesioni muscolari sono identiche e richiedono trattamenti mirati basati sulla tipologia del danno. Questa è la ragione per cui consultare un esperto ortopedico è fondamentale per ottenere una diagnosi precisa e pianificare il trattamento più adatto al fine di recuperare al meglio la funzionalità muscolare.1,2
Durante l'attività fisica se si avverte improvvisamente un dolore acuto nella parte posteriore della coscia che costringa a fermarsi immediatamente potrebbe trattarsi di un trauma muscolare. Il dolore rappresenta il primo sintomo, ma non l'unico. Altri segnali possono includere gonfiore nelle ore successive al danno muscolare e successivamente può comparire un ematoma o un livido e una sensazione di debolezza nei muscoli. Nel caso di una lesione muscolare più grave il paziente potrebbe percepire al tatto un avvallamento nella zona dolorante. 1-3
Le lesioni muscolari si verificano quando il muscolo viene tirato oltre i suoi limitati o esposto repentinamente ad un carico eccessivo, con un sovraccarico dello sforzo. Oltre a particolari sport e movimenti, vi sono anche fattori legati alla condizione del muscolo stesso che possono aumentare la probabilità di incorrere in una lesione muscolare. Ad esempio, muscoli deboli per mancanza di allenamento e fasce muscolari poco flessibili sono più vulnerabili allo stress da attività fisica e sono maggiormente soggetti ad una lesione muscolare. Anche un precedente trauma muscolare mette la persona a rischio di una recidiva. Gli sportivi più anziani o i ragazzi in età evolutiva sono generalmente più a rischio di infortunio. 2,3
Per determinare l'entità del danno muscolare e identificare il trattamento più appropriato per singolo paziente, il medico ortopedico esegue una visita approfondita attraverso diversi passaggi.
In primis, il medico raccoglie dettagli su come è avvenuto l'infortunio e valuta il livello di dolore e gonfiore, insieme alla presenza di lividi, controllando anche la forza muscolare e la capacità di estensione durante il movimento.4-6
L'ecografia è un esame di primo livello per valutare inizialmente le fibre muscolari lesionate.
La risonanza magnetica (MRI) invece è un esame che fornisce immagini dettagliate dei tessuti molli, come i muscoli, ed è essenziale per valutare la gravità delle lesioni muscolari e distinguere tra rotture ed edemi al fine di pianificare il trattamento appropriato necessario. 4-6
Durante l'esame del medico viene inoltre identificata la natura esatta della lesione muscolare utilizzando una classificazione precisa.
Le lesioni muscolari sono classificate in base alla loro gravità, che va da un semplice stiramento a una rottura completa del muscolo. Queste classificazioni sono fondamentali per guidare la diagnosi e il trattamento.4
Un metodo comunemente utilizzato dai medici per classificare le lesioni muscolari prevede una suddivisione in 4 diversi livelli di gravità.
Nel Grado 1 si verifica un lieve stiramento e danneggiamento minimo delle fibre muscolari senza rottura completa del tessuto muscolare circostante. I segni tipici includono gonfiore ed un leggero disagio o dolore annesso ad una limitata riduzione della mobilità. In genere, questa tipologia di lesione si rimette facilmente con una guarigione che avviene spesso nel giro di poche settimane. 4
Il Grado 2 (moderato) comporta una lesione parziale delle fibre muscolari che potrebbe coinvolgere una parte considerevole del muscolo e presentare dolore acuto. Potrebbe inoltre causare un leggero livido locale e una riduzione della funzione muscolare. Il tempo richiesto per guarire può variare da diverse settimane ad un mese. 4
Il Grado 3 (grave) è caratterizzato dalla rottura totale o quasi totale del muscolo accompagnata da dolore intenso e completa perdita di funzione muscolare insieme a un ematoma significativo presente sul sito della lesione muscolare. Queste lesioni muscolari possono richiedere un intervento chirurgico per la riparazione e un periodo di recupero tra i 1 e i 3 mesi. 4
Il Grado 4 (molto severo) indica una lesione completa delle fibre muscolari con un grande ematoma e retrazione muscolare evidenziati dalla risonanza magnetica. Anche in questo caso, la chirurgia può essere necessaria. 4
Il processo di guarigione varia sulla base del tipo e della gravità del danno subito. L’obiettivo principale dei trattamenti oggi a disposizione per le lesioni muscolari è quello di aiutare il paziente a tornare alle sue attività quotidiane e sportive nel modo più sicuro ed efficace possibile. 1-3
La gestione della lesione muscolare può prevedere due approcci, quello conservativo, con terapie farmacologiche e riabilitative, e quello chirurgico nei casi più severi. Ad ogni modo, sarà lo specialista ortopedico a definire il percorso terapeutico più adatto ad ogni singolo paziente.
La maggior parte delle lesioni muscolari può arrivare a guarigione con interventi non invasivi. Ad esempio il protocollo RICE (Riposo, Ghiaccio, Compressione, Elevazione) è semplice da attuare e porta a buoni risultati. 1-3,6
In alcuni casi, il medico potrebbe raccomandare un tutore per mantenere la gamba in una posizione neutra cosi da favorire la guarigione. Per alcuni pazienti, inoltre, può essere necessario il drenaggio dell'ematoma, laddove si formi una grande raccolta di sangue che non si riassorbe da sola.1-3
Per quanto riguarda la terapia farmacologica, i FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei) vengono prescritti dal medico per il controllo del dolore e dell'infiammazione, specialmente nei primi giorni. Una pratica più recente è rappresentata dalla somministrazione per via iniettiva di Plasma Ricco di Piastrine (PRP). Il plasma viene ottenuto dal sangue del paziente stesso e il suo contenuto in fattori di crescita può contribuire ad accelerare la guarigione.1-3
Infine, non bisogna dimenticare la fisioterapia, che consente di recuperare la forma e la funzionalità muscolaregrazie ad un programma mirato e personalizzato per ogni paziente dopo le settimane di immobilizzazione.1-3
Di solito la chirurgia viene considerata solo per lesioni gravi che coinvolgono non solo i muscoli ma anche i tendini.
Il chirurgo ortopedico, in base alle condizioni del paziente, alla sua storia clinica e ovviamente al tipo di lesione, stabilirà quale tecnica attuare tra quelle oggi praticabili.1,5
Anche se la maggior parte delle lesioni ha un percorso di guarigione positivo, alcune contusioni profonde possono causare conseguenze più gravi.1,5
In molti riescono a tornare alla normalità, anche dopo un infortunio muscolare, purché si seguano con costanza le indicazioni del medico. Occorre pazienza e un po’ di disciplina.
Quanto ci vuole per guarire? Dipende. Se si tratta di un semplice stiramento, magari di grado 1, bastano poche settimane. Ma se il danno muscolare è più serio, come una lesione di grado 3 sottoposto a intervento chirurgico, allora ci vogliono diversi mesi.
Il ritorno allo sport? Mai riprendere l’attività fisica senza aver ottenuto il via libera dal medico. L’ortopedico dopo aver valutato forza, stabilità e condizioni generali, valuterà se e come è possibile riprendere lo sport. Tornare in campo troppo presto è un rischio reale: si potrebbe vanificare tutto il lavoro svolto precedentemente.
In generale, ci sono alcune indicazioni utili da conoscere, come ad esempio: fare sempre un riscaldamento almeno per 10 minuti; fare esercizi di stretching con costanza; controllare sempre la postura per evitare posizioni di compensazione o movimenti errati; mantenere una buona idratazione che può contribuire a controllare la stanchezza e la comparsa di crampi.1,3,5
La lesione muscolare ha sicuramente un forte impatto sul paziente, soprattutto nei casi più severi, poiché obbliga ad interrompere l’attività fisica e a limitare alcuni movimenti quotidiani. Il punto chiave è una diagnosi precisa effettuata da uno specialista e a seguire poi un trattamento mirato, cosi da risolvere la lesione muscolare, considerando che occorre anche pazienza e impegno da parte del paziente durante il processo di guarigione.
Il Dr. Daniele Caviglia è un chirurgo ortopedico che opera su Roma ed è specializzato anche nella gestione delle lesioni muscolari, oltre che avere molta esperienza nel trattamento dei disturbi dell’anca e del ginocchio. Nella sezione contatti, potrai fissare un appuntamento con il Dr Caviglia, il quale saprà valutare la tua personale situazione impostando il percorso terapeutico più adatto alle tue esigenze.
Bibliografia

Dr. Daniele Caviglia
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